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I costi dello stress nel luogo di lavoro




In molte organizzazioni vi è l’errata percezione che la gestione dei rischi psicosociali sia un’attività impegnativa che comporta costi aggiuntivi, quando in effetti l’esperienza dimostra che il non affrontare tali rischi può generare costi persino maggiori per i datori di lavoro, i lavoratori e per la società in generale.

Vorrei darvi un’idea dei costi dello stress lavoro correlato e quali sono i metodi e le strategie per ridurre lo stress.


A livello individuale: I principali costi per gli individui riguardano il deterioramento della salute, il minor reddito e la riduzione della qualità della vita. Lo stress influisce sulle prestazioni e conduce all’assenza del lavoro. Se prolungato può causare gravi problemi di salute come le malattie cardiovascolari o muscolo-scheletriche. Inoltre, lo stress porta a una tensione emotiva e un peggioramento della qualità di vita sperimentati dai soggetti che ne sono colpiti, come il coniuge, i figli e altri familiari;

A livello dell’organizzazione: Le organizzazioni sono colpite da un aumento dei costi in termini riduzione di impegno del lavoratore, prestazione e produttività, assenteismo, presentismo, riduzione della produttività, aumento del turnover del personale e abbandono precoce, incidenti causati da errore umano, scarsa adesione alle procedure di sicurezza e conseguentemente una loro scarsa applicazione, potenziali implicazioni legali, ecc;

A livello sociale: I costi di assistenza sanitaria e i risultati aziendali più poveri influiscono in ultima analisi sulle economie e sulla società nazionali.


La Commissione europea (2002) ha calcolato che nel 2002 il costo annuo dello stress lavoro-correlato nell’UE a 15 ammontava a più di 20 miliardi di EUR, comprendendo costi lavorativi, personali e sociali.

Nel recente progetto realizzato da Matrix (2013) con finanziamenti dell’UE, il costo della depressione da attività lavorativa calcolato per l’Europa era di 617 miliardi di EUR l’anno. La cifra complessiva era costituita dai costi per i datori di lavoro dovuti all’assenteismo e al presentismo (272 miliardi di EUR), dalla perdita di produttività (242 miliardi di EUR), dai costi dell’assistenza sanitaria per un totale di 63 miliardi di EUR e dai costi in termini di prestazioni previdenziali sotto forma di sussidi di inabilità al lavoro (39 miliardi di EUR).


Gli studi stimano che il 50-60% dei congedi per malattia sono diretta