La Mindfulness attraverso la poesia: 'La fiducia'


Jon Kabat-Zinn: Mindfulness 9 attitudes: Trust


Ci sono molti aspetti della nostra vita a cui siamo estranei e, mentre coltiviamo l'intimità con noi stessi, coltiviamo anche un profondo senso di fiducia e affidabilità.


Il pilastro della fiducia comporta un orientamento della ricerca verso l'interno e implica lo sviluppo di una fiducia di fondo in se stessi, a partire dal nostro corpo, ma anche dalle nostre emozioni e i nostri pensieri.


Grazie alla pratica della Mindfulness possiamo imparare ad ascoltarci, ad avere fiducia nella propria esperienza e sensazioni, per trovare in se stessi una guida.

Questo non significa che avremo la certezza di avere ragione, né di fare la scelta più giusta, ma sapremo che, anche se dovessimo sbagliare, non solo resteremo interi, ma impareremo lungo il percorso ad essere pienamente noi stessi.


Avere fiducia significa permettere a sé stessi di essere come si è, senza alcun timore dei giudizi esterni, ma soprattutto senza soccombere al giudizio interno che critica e distrugge.

Jon Kabat-Zinn sottolinea che "è impossibile diventare qualcun altro. La tua unica speranza è diventare ancora di più pienamente te stesso."


Per l'attitudine della fiducia ho scelto la poesia 'Se' del poeta inglese Joseph Rudyard Kipling. Questa poesia è scritta nel 1895 ed è composta nella forma di un consiglio che il poeta rivolge al proprio figlio, John.


La poesia ha uno scopo di natura educativa e contiene una serie di istruzioni su come comportarsi per 'diventare davvero uomini'. Per me trasmette il messaggio di avere fiducia in se stessi, perché proprio nel momento in cui riusciamo a raggiungere un livello stabile della nostra autostima, ogni nostro dubbio potrà essere risolto così da riuscire a ritrovare il nostro equilibrio di vita.


Se, R. Kipling

Se riuscirai a mantenere la calma quando tutti intorno a te la perdono, e te ne fanno una colpa. Se riuscirai a avere fiducia in te quando tutti ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio. Se riuscirai ad aspettare senza stancarti di aspettare, O essendo calunniato, non rispondere con la calunnia, O essendo odiato a non lasciarti prendere dall'odio, Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio; Se riuscirai a sognare, senza fare del sogno il tuo padrone; Se riuscirai a pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo, Se riuscirai a confrontarti con Trionfo e Rovina E trattare allo stesso modo questi due impostori. Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto distorta dai furfanti per ingannare gli sciocchi, o a vedere le cose per cui hai dato la vita, distrutte, e piegarti a ricostruirle con strumenti ormai logori. Se riuscirai a fare un solo mucchio di tutte le tue fortune e rischiarle in un colpo solo a testa e croce, e perdere, e ricominciare di nuovo dal principio senza mai far parola della tua perdita. Se riuscirai a costringere cuore, nervi e tendini a servire il tuo traguardo quando sono da tempo sfiniti, E a tenere duro quando in te non resta altro se non la Volontà che dice loro: "Tenete duro!" Se riuscirai a parlare alla folla e a conservare la tua virtù, O passeggiare con i Re, senza perdere il senso comune, Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti, Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo. Se riuscirai a riempire l’inesorabile minuto Con un istante del valore di sessanta secondi, Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa, E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!


If, R. Kipling

If you can keep your head when all about you Are losing theirs and blaming it on you; If you can trust yourself when all men doubt you, But make allowance for their doubting too: If you can wait and not be tired by waiting, Or being lied about, don't deal in lies, Or being hated, don't give way to hating, And yet don't look too good, nor talk too wise; If you can dream—and not make dreams your master; If you can think—and not make thoughts your aim, If you can meet with Triumph and Disaster And treat those two impostors just the same: If you can bear to hear the truth you've spoken Twisted by knaves to make a trap for fools, Or watch the things you gave your life to, broken, And stoop and build 'em up with worn-out tools; If you can make one heap of all your winnings And risk it on one turn of pitch-and-toss, And lose, and start again at your beginnings And never breathe a word about your loss: If you can force your heart and nerve and sinew To serve your turn long after they are gone, And so hold on when there is nothing in you Except the Will which says to them: "Hold on!" If you can talk with crowds and keep your virtue, Or walk with Kings—nor lose the common touch, If neither foes nor loving friends can hurt you, If all men count with you, but none too much: If you can fill the unforgiving minute With sixty seconds' worth of distance run, Yours is the Earth and everything that's in it, And—which is more—you'll be a Man, my son!