La Mindfulness attraverso la poesia: 'il non-sforzo'




Jon Kabat-Zinn: Mindfulness 9 attitudes: Non-Striving


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La maggior parte della nostra energia e del nostro sforzo si verifica nel tentativo di raggiungere uno scopo. Vogliamo ottenere qualcosa, vogliamo andare da qualche parte.


Con il pilastro del non sforzo iniziamo a coltivare una disposizione molto diversa da quello comune alla nostra mente: quello di abbandonare ogni tentativo di rendere le cose diverse da come sono.


Si tratta di cercare di non arrivare da nessuna parte.

Si tratta di essere consapevoli senza far accadere nulla, senza cercare di sperimentare un rilassamento speciale o uno stato mentale speciale.

Si tratta di semplicemente essere con il naturale dispiegarsi di ciò che c'è.


Non è facile, perché abbiamo così tante cose da fare nel nostro to-do list.

Non è facile, perché l'educazione che abbiamo ricevuto nella maggior parte dei casi, spinge le persone a 'dover essere' qualcun altro, qualcosa che non sei tu nel momento presente.

Il rischio è di non vivere il momento, rischiamo di spostare la vita, di aspettare sempre il domani per vivere.


Nella Mindfulness non esiste un giusto o sbagliato, ma esiste il fare o non fare, il fare e l'essere. Coltivare il non sforzo non significa che la nostra vita diventerà immobile, anzi, vivendo l'attitudine del non-sforzo la vita acquisirà un movimento più spontaneo, fluido, naturale e libero.


Il vero cambiamento arriva proprio quando smettiamo di cercarlo.


Per coltivare l'attitudine del non sforzo ho scelto una poesia sull'amore.

L'amore è una forza che ha la sua origine esclusivamente nella purezza del cuore ed è in grado di far emergere la più assoluta bellezza dell'animo umano.


L'ossitocina viene rilasciata naturalmente dal nostro organismo quando ci troviamo in situazioni ad alta intensità emotiva, come la felicità e il piacere e attiva il sistema parasimpatico, scoraggiando la produzione di adrenalina, presente quando ci troviamo in uno stato di allerta, in altre parole, quando ci troviamo nella modalità del fare, fare, fare.


Ho scelto la poesia 'Forse non essere è essere' di Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalì Reyes Basoalto (Parral, 1904, Santiago del Cile, 1973), è stato un poeta, diplomatico e politico cileno, considerato una delle più importanti figure della letteratura latino-americana del novecento.


Pablo Neruda ha ricoperto per il Cile incarichi di primo piano, come quello di senatore, in un periodo piuttosto intenso ed interessante. Vi consiglio vivamente di approfondire la sua storia personale. (link qui)


Secondo Neruda, 'La poesia è sempre un atto di pace. Il poeta nasce dalla pace come il pane nasce dalla farina.'

Secondo Neruda, amante delle piccole cose e della sua terra, la poesia è un atto di pace e amore, ma si sente costretto a combattere chi vuole distruggere questa pace.


'Forse non essere è essere', Pablo Neruda


Forse non essere è essere senza che tu sia, -

senza che tu vada tagliando il mezzogiorno

come un fiore azzurro, senza che tu cammini

più tardi per la nebbia e i mattoni,

senza quella luce che tu rechi in mano

che forse altri non vedranno dorata,

che forse nessuno seppe che cresceva

come l'origine rossa della rosa,

senza che tu sia infine, senza che tu venissi

brusca, eccitante, a conoscere la mia vita

raffica di roseto, frumento del vento,

e da allora sono perché tu sei,

e da allora sei, sono e siamo,

e per amore sarò, sarai, saremo.