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Come la Mindfulness aiuta a superare i traumi provocati dall'emergenza Covid-19.


L’epidemia di Covid-19 non è una guerra, una catastrofe naturale o un incidente stradale, ma un nemico invisibile che è entrato nelle nostre vite e che aumenta la probabilità di Post Traumatic Stress Disorder, che può comparire quando sentiamo minacciati noi stessi o i nostri cari da un pericolo grave. Problemi di sonno, irritabilità, difficoltà ad uscire di casa e ansia sono disturbi che tante persone potrebbero dover affrontare nel prossimo futuro.


Le esperienze traumatiche lasciano tracce nella quotidianità, nella mente, nelle emozioni, nel sistema immunitario. La maggior parte delle persone cercherà di comportarsi come se niente fosse accaduto e di andare avanti nella speranza di cancellare il vissuto. A parte l’enorme richiesta di energia per fare ciò, dobbiamo essere consapevoli che l’evento verrà ricordato nel nostro cervello, nello specifico nell’ amigdala, ovvero l’archivio della nostra memoria emozionale.


L’amigdala è una sorta di sentinella psicologica e analizza, in momenti di ‘pericolo’ i segnali in entrata provenienti dagli organi di senso. Se dovesse percepire un pericolo, l’amigdala scatta immediatamente, mandano un messaggio di crisi a tutte le parti del cervello, stimolando la secrezione degli ormoni che innescano la reazione di attacco o fuga. Il suo metodo di confronto è associativo: quando la situazione presente e quella passata hanno un elemento chiave simile, l’amigdala lo identifica come un’associazione.


Ecco perché questo circuito è, per così dire, sciatto: agisce prima di avere una piena conferma. Ci comanda precipitosamente di reagire a una situazione presente secondo modalità fissate moltissimo tempo fa, con pensieri, emozioni e reazioni apprese in risposta a eventi forse solo vagamente analoghi.


L’amigdala ha una posizione privilegiata in quanto gli input sensoriali provenienti dall’occhio o dall’orecchio viaggiano dapprima diretti al talamo e poi all’amigdala; un secondo segnale viene poi inviato dal talamo alla neocorteccia (il cervello pensante). Questa ramificazione permette all’amigdala di cominciare a rispondere prima della neocorteccia. La neocorteccia elabora le informazioni attraverso vari livelli di circuiti cerebrali prima di poterle percepire in modo davvero completo e di iniziare infine la sua risposta (c